Reiko

Quando succede agli altri sembra un avvenimento limitato, facile da isolare, da superare. In realtà, quando succede a noi, ci si trova assolutamente sole, in un’esperienza vertiginosa, cui l’immaginazione non si è mai neanche avvicinata.
Simone De Beauvoir, Una donna spezzata.

Se incendio il Padiglione”, mi dicevo, “compirò un’opera di grande importanza pedagogica. Impareranno che l’indi-struttibilità dedotta per via meramente analogica non ha senso. Impareranno che il solo fatto d’aver continuato ad esistere, d’essere stato per cinquecentocinquanta anni dritto presso lo stagno di Kyoto, non costituiva per il Padiglione una garanzia di eternità. Impareranno, e questo li turberà, che le premesse ritenute assiomatiche, su cui poggia la nostra esistenza, possono crollare da un giorno all’altro”.
Yukio Mishima, Il Padiglione d’Oro.

Poi ho pensato che Polidori mi aveva fatto perdere una moglie e una innamorata e il mio primo romanzo, ma in cambio mi aveva lasciato abbastanza sentimenti scoperti da scriverne un altro, questo.
Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione.



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Reiko - recensioni:
Stilos
Sonia Riotta è una quarantenne siciliana dai rapidi cambiamenti di umore, protagonista di REIKO (Il Lunario) seconda prova narrativa dello psicoterapeuta agrigentino Renato Schembri, che scandaglia i fondali della psiche riportandone in superficie quel grumo di follia e cattiveria necessarie a tradursi in atti estremi. Sonia, un'insegnante di sostegno per i disabili, dalla vita anonima e viziata da piccole e grandi ingiustizie quotidiane, una donne che gli psicologi non li ha mai sopportati, finisce per essere un caso, poliziesco e letterario, giacché da omicida e da colpevole di danno al patrimonio archeologico diventerà personaggio di un romanzo. Al centro della vicenda il sito archeologico agrigentino indicato come la tomba del tiranno Terone, un luogo che non racchiude alcun mistero trattandosi perlopiù di fatti reali, ma intreccia squallidamente fatti e persone del nostro tempo.
Giornale dell'Ordine Psicologi Regione Sicilia Dott.ssa V.Marchica - responsabile servizio psicologia ASL Agrigento
Un libro può suscitare mille emozioni, può attirarti per infinite, note ed ignote, motivazioni. Il romanzo di Schembri, piacevole nella lettura, avvincente nella originale trama di "giallo al contrario" (si conosce l'assassino ma non la vittima), mi ha lasciato una sensazione che può essere riassunta nella parola chiave "appartenenza": ho fortemente sentito di appartenere allo stesso universo culturale di Renato Schembri, psicoterapeuta agrigentino.
Il romanzo narra di una donna che l'autore definisce "semplice" perché ha vissuto per quarant'anni senza scegliere. Una donna che diventerà un'assassina (ma chi uccide? e perché?).
Ho partecipato con l'anima ed il corpo alla lenta ma progressiva e poi precipitosa presa di coscienza, da parte della protagonista, della potenza costruttriva-distruttriva della propria rabbia.
Come non rimanere colpiti dalla forza creativa dell'autore quando affida ad una giovane donna giapponese, Reiko appunto, una ragazza con nuclei psicotici, il compito di favorire tale disvelamento: una ex autistica che rompe il muro della passività di una piccoloborghese!
"... Sonia, sei prima persona desidero...io mi affido", dice Reiko e questo affidarsi-fidarsi a Sonia produce contemporaneamente nella protagonista la consapevolezza della sua forza, "...non avere più vergogna, timori e paure...".
Reiko non è un romanzo psicologico è un giallo scritto da uno psicologo. Schembri è un autore che ama proteggere il mondo interno dei suoi personaggi dal furibondo attacco della realtà. Personaggi che sono protagonisti, sino all'ultima pagina, di colpi di scena, di lampi, di guizzi la cui fenomenologia, spesso, è l'esito di processi interni nei cui meandri sa muoversi benissimo lo psicoterapeuta-autore.
Infine, mi piace pensare che lo psicologo è portatore di un patrimonio culturale che, coniugandosi con altre competenze e creatività, perviene ad un prodotto in cui è sempre possibile riconoscere una sensibilità diversa e speciale.
La Sicilia
Giallo con Omicidio nella Valle e, sullo sfondo, l'abusivimo.
Una donna siciliana di quarant'anni, due incontri, un omicidio e un attuale e scottante problema sociale siculo-agrigentino (l'abusivismo) rendono piacevole la lettura del romanzo "Reiko" scritto in un linguaggio semplice e scorrevole. Protagonista di un vero e proprio "giallo al contrario", la vittima si scopre solo alla fine con un colpo di scena.
Sonia Riotta si presenta da sola ai lettori raccontando in prima persona le vicende che si susseguono nel romanzo scritto dall'agrigentino Renato Schembri.
Sonia è in carcere -così si apre il primo capitolo- dove si trova perché accusata di omicidio. Da qui prende l'avvio una lunga riflessione che la porta a fare un bilancio della propria vita. Sonia attraversa una fase critica -tra i quaranta e i cinquant'anni- in cui si tirano le somme di quanto si è fatto e vissuto e si rende conto che la sua esistenza, fino ad allora era trascorsa in modo semplice e piatto. Non aveva avuto mai la forza di reagire, di essere parte attiva di un matrimonio fallito né di compiere delle scelte.
"Piuttosto si è lasciata scivolare addosso ogni evento -spiega l'autore Renato Schembri- fino al giorno del suo incontro con Reiko, una donna giapponese, che la aiuta a venire fuori com'è".
La storia si sviluppa su due dimensioni, quella privata e quella socio-politica che si intrecciano e si confondono. L'autore ci anticipa che l'abusivismo e la Valle dei Templi fanno da contorno non soltanto all'incontro con Reiko, ma anche a quello con Emiliano che funge da trait-d'union tra la dimensione privata della protagonista e quella socio-politica.
"Sonia Riotta -racconta Schembri- è accusata di omicidio e di avere procurato un dano archeologico. Si ritrova a raccontare tutta la storia ad un giornalista e a meditare sulla sua vita come accade solitamente alle donne della sua età".
Un uomo che racconta una donna in un'età "critica" sembra un'impresa ardua, è stato difficile?
"No, affatto -risponde Schembri-. Il mondo femminile mi affascina e raccontare quello delle donne siciliane di provincia mi piace ancora di più. Inoltre, ho voluto mantenere un registro narrativo-descrittivo piuttosto che uno di tipo analitico interpretativo proprio per non fare sentire né la mia presenza né tantopiù quella del mio mestiere di psicoterapeuta".
Per chi volesse avvicinarsi all'autore, Renato Schembri, e alle sue opere, può visitare il sito www.renatoschembri.it, qui è possibile trovare i primi capitoli dei suoi romanzi e alcuni dei suoi racconti, oltre informazioni sull'autore di questo interessante volume (G.G.)
La Repubblica - Salvatore Ferlita (critico letterario) Uomini a pezzi con le ossa rotte.
Renato Schembri, di professione psicoterapeuta, con REIKO, ha dato forma a un romanzo di accecante misantropia: gli uomini che in esso compaiono, ne escono con le ossa rotte. Insensibili, egoisti, prepotenti, non riescono a guardare oltre al loro naso. Le donne, invece, pur essendo vittime, hanno una loro dignità: donne che, pur di rimanere insieme all'uomo che amano, sono capaci di mascherare il loro stesso amore. La protagonista della vicenda narrata da Schembri si chiama Sonia Riotta: la sua vita sembra attraversata, come le altre, da nevrosi ed idiosincrasie. Eppure l'incontro con Reiko, una ragazza giapponese, le cambia l'esistenza: finalmente riesce a capire cosa le sta più a cuore, cosa è meglio per la sua vita. E' un romanzo mosso da un irrefrenabile impulso distruttivo, ma è anche la narrazione dell'amore e della condivisione. A riparo dalla trappola del pirandellismo di natura, di cui parlava Sciascia, l'agrigentino Schembri da prova del suo talento di narratore, dimostrandosi capace di raccontare una storia sulla diversità.
Kouros di Gaspare Agnello
La casa editrice Il Lunario di Enna ha dato alle stampe l'opera prima di Renato Schembri dal titolo "Reiko".
Schembri è un agrigentino di Naro che vive la vita della città di provincia assimilandone vizi, difetti e pregi, che trasfonde a piene mani nella sua opera.
Nel suo libro si riconosce subito l'Agrigento degli anni novanta, le passioni che hanno sconvolto la città con la sua tangentopoli stracciona, ed i personaggi agrigentini di quel tempo che non sono tanto "casuali", il giustizialismo che nulla ha a che fare con la giustizia sciasciana.
Il romanzo che subito ci ha affascinato, vuole essere un giallo ma, a nostro avviso, potrebbe essere classificato tra i libri di introspezione e ciò non a caso, dato che lo Scrittore è uno psicologo che ha molta dimestichezza con Freud.
Il romanzo di Schembri racconta la storia di Sonia Riotta, una donna di 40 anni, della piccola borghesia di provincia che vive una serie di drammi quali la separazione dal marito, l'allontanamento dall'insegnamento per storie di gelosie e di meschinità tipiche della vita di ufficio, l'abbandono del suo uomo nel momento più importante della sua vita, i tradimenti delle amiche.
E tutti questi drammi risvegliano nel subconscio un istinto di distruzione che la portano al delitto, delitto come catarsi, delitto come estrema giustizia contro l'ingiustizia della vita e delle vicende umane.
E difatti la stessa protagonista afferma che sia l'uomo che la donna arrivano a compiere questo gesto perché, quando si uccide non si uccide una sola persona, si uccide il mondo intero, si uccidono tutti i bambini del mondo, tutti i vecchi del mondo, tutti gli uomini e tutte le donne del mondo: si uccidono tutte le speranza del mondo.
E a questa liberazione Sonia arriva dopo avere interrogato il suo Io, rappresentato dall'amica Reiko, che è la fidanzata del figlio venuta dal lontano Giappone a seguito di contatti via Internet (la telematica irrompe con Schembri nel mondo della letteratura portando una nota di novità e di giovinezza tipica dei giovani scrittori "cannibali").
La storia di Sonia si intreccia con l'arresto della Commissaria di Polizia Gabriella Foresi (che non è un personaggio virtuale) e questa storia il più delle volte prende il sopravvento sulla prima per cui nel libro troviamo le problematiche dell'abusivismo, delle ingiustizie, del giustizialismo, di tangentopoli. L'intreccio delle due vicende è manovrato da Schembri con maestria e con sagacia e coinvolge pienamente il lettore che è portato a leggere il libro con gusto, trovandovi il proprio mondo.
Il romanzo Reiko rende un quadro molto bello dei vizi e dei difetti della nostra società di provincia e ne viene fuori uno spaccato che fa del libro un documento sociologico.
Ed anche l'erotismo che pervade alcune vicende dell'opera, pur potendo sembrare scabroso e spesso piccante, è l'erotismo che si vive nei nostri ambienti apparentemente perbenisti ma nel quale si vivono tutte le esperienze, come lo si vive nel mondo di Moravia.
Il linguaggio è semplice, infarcito di battute dialettali che ci riportano a Sergio Atzeni, a Marcello Fois, a Cacopardo, a Camilleri e a tanti scrittori sperimentalisti di fine secolo.
Il libro di Schembri bisogna assolutamente leggerlo perché mostra un autore siciliano di sicuro talento che noi aspettiamo alla sua seconda prova che già è in gestazione.
Giornale di Sicilia - 27 Luglio 2003
Una Donna, un giornalista e un misterioso omicidio

(amm) Un romanzo giallo ambientato sullo sfondo di una Agrigento quasi sempre riconoscibile.
Una donna, Sonia Riotta, ascoltata in carcere da un giornalista che riesce a farle ammettere di avere ucciso un uomo e di avere provocato un danno ambientale. Un finale a sorpresa. Sono questi gli ingredienti di "Reiko" il secondo romanzo di Renato Schembri, psicoterapeuta agrigentino con la passione per la letteratura. Il libro è edito dalla casa editrice il Lunario.